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Archivio per Afro

Giulio Turcato

001Giulio Turcato (Mantova, 19 febbraio 1912 – Roma, 22 gennaio 1995) è stato un pittore italiano, fra i principali esponenti dell’astrattismo informale italiano. Compie studi d’arte a Venezia, frequentando il liceo artistico e la scuola di nudo artistico. Dopo periodi a Palermo e Milano, nel 1942 espone la sua prima opera (una maternità) alla Biennale di Venezia.

Arriva nel 1943 a Roma, dove frequenta l’Osteria Fratelli Menghi, noto punto di ritrovo per pittori, registi, sceneggiatori, scrittori e poeti tra gli anni ’40 e ’70. A Roma, assieme ad Emilio Vedova e Toti Scialoja, espone alla Galleria dello Zodiaco e alla Quadriennale di Roma.

Partecipa alla Resistenza italiana e dopo la guerra decide di stabilirsi definitivamente a Roma, recandosi però a Parigi nel 1946 dove studia l’arte di Kandinsky e Picasso.

Nel 1947 Firma il manifesto “Forma 1”, aderisce al gruppo del Fronte nuovo delle arti, e partecipa in questo gruppo alla Biennale del 1948; poi, a seguito di dissapori, dovuti sia al diverso stile dei componenti del “fronte” sia a una diversa concezione dei limiti dell’impegno politico richiesto alla figura dell’artista, Turcato se ne distacca per aderire nel 1952 al cosiddetto Gruppo degli otto, insieme ad alcuni dei più noti esponenti dell’astrattismo informale italiano (Afro, Birolli, Corpora, Santomaso, Morlotti, Emilio Vedova, Mattia Moreni) insieme ai quali partecipa in quell’anno a una discussa edizione della Biennale che si aggiunge alla sua partecipazione del 1950 nella quale vinse il Premio Acquisto con l’opera “Miniera”.

Nel 1949-1950, Turcato aderisce al progetto di Giuseppe Verzocchi volto a creare una Collezione di quadri dedicata al lavoro nella pittura contemporanea, inviando, oltre ad un autoritratto, l’opera Gli scaricatori. La Collezione è attualmente conservata presso la Pinacoteca civica di Forlì

Intanto il suo astrattismo stava ormai trovando una dimensione unica ed originale. Con un percorso forse inverso a quello di Emilio Vedova, ormai proiettato verso la violenza del segno, Turcato andava “raffreddando” le sue creazioni, con colori che paiono sgorgare lentamente dalla tela, usando materiali quali la sabbia (a cui conferisce un caratteristico aspetto cangiante), ricorrendo al monocromo e all’uso della gommapiuma, con la quale confeziona gelide e affascinanti “Superfici lunari”.

L’attività espositiva e la fortuna critica di Turcato hanno pochi eguali nell’arte italiana del ‘900: egli è presente alla Biennale anche nel 1954, 1956, 1958 (Sala personale e vincitore del Premio Nazionale), 1966 (Sala personale), 1968, 1972 (Sala personale), 1982, 1986, 1988, 1993 e ancora un’ultima volta nel 1995, portando a 15 le sue partecipazioni alla rassegna veneziana.

Nel 1955, nel corso di una delle numerose Quadriennali romane a cui fu invitato, la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma acquistò un suo “Reticolo” per l’inserimento nelle collezioni permanenti. In altri anni vinse anche il primo premio e il premio della Presidenza del Consiglio.

Espone con personali in tutto il mondo, tra cui le rassegne documenta di Kassel e la Biennale di San Paolo. Fra i musei, espone al MoMa di New York, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, alla Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco, al Musée de l’Athenée di Ginevra, ilPhiladelphia Museum of Art e molti altri.

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Giulio Turcato

001Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995) è stato un pittore italiano, fra i principali esponenti dell’astrattismo informale italiano. Compie studi d’arte a Venezia, frequentando il liceo artistico e la scuola di nudo artistico. Dopo periodi a Palermo e Milano, nel 1942 espone la sua prima opera (una maternità) alla Biennale di Venezia. Leggi il seguito di questo post »

Arazzeria Pennese

ImmagineArazzi realizzati seguendo bozzetti di artisti noti (Capogrossi, Afro, Balla). E’ prevista inoltre l’attivazione di un laboratorio per riprodurre un arazzo di Ettore Spalletti: Leggi il seguito di questo post »

Afro al Museo Carlo Bilotti di Roma

COMUNICATO STAMPA

a cura di Barbara Drudi, Peter Benson Miller e Fondazione Archivio Afro

In occasione del centenario della nascita dell’artista, la mostra illustra il passaggio, nel suo percorso artistico, dalla forma mimetica e riconoscibile.  Leggi il seguito di questo post »

83 nuove opere della collezione Schulhof al Guggenheim

La Collezione Peggy Guggenheim si arricchisce di 83 preziosissime opere d’arte italiana, europea e americana del secondo dopoguerra, lascito della collezionista americana Hannelore B. Schulhof e del marito Rudolph B. Schulhof (1912-1999). Per volontà della Sig.ra Schulhof, le opere donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, Leggi il seguito di questo post »

Afro Basaldella

Afro Libio Basaldella (Udine, 4 marzo 1912 – Zurigo, 24 luglio 1976) è stato un pittore italiano, considerato un importante esponente dell’astrattismo italiano, appartenne alla Scuola Romana (la stessa di Giorgio De Chirico e Renato Guttuso). Leggi il seguito di questo post »

Afro Basaldella e il periodo americano

Gli anni migliori della produzione di Afro Libio Basaldella sono quelli tra il 1948 e il 1968, in cui il pittore italiano collaborò con gallerie e istituzioni americane, vivendo a lungo negli Stati Uniti e raccogliendo grandi successi che posero le basi di una duratura notorietà internazionale. Il Mart in coincidenza con i cento anni dalla nascita di Afro, documenta e presenta al pubblico questo “periodo americano”. Leggi il seguito di questo post »