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Dal Futurismo ai giorni d’oggi: il cinema d’artista italiano

Dal comunicato stampa segnalato da Adicorbetta per UnDo.net, un evento a cura  Bruno Di Marino, Andrea La Porta e Marco Meneguzzo.

Dal Futurismo ai giorni d’oggi: il cinema d’artista italiano.

A Catanzaro, il cinema d’artista protagonista di un progetto multidisciplinare composto da una mostra, da una rassegna cinematografica, da un catalogo, da incontri con gli autori e workshop per le scuole.

Lo sguardo espanso è presentato dal Comune di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo in collaborazione con la Cineteca Nazionale di Roma, la Cineteca di Bologna, con la Cineteca Italiana di Milano e la Fondazione Mimmo Rotella. Oltre 50 gli artisti coinvolti in mostra e all’interno della rassegna cinematografica: da Depero a Bruno Munari, da Pino Pascali a Mario Schifano a Carmelo Bene fino ai contemporanei, da Rosa Barba a Gianluigi Toccafondo.

La struttura della mostra Dal Futurismo fino all’odierna era digitale, molti artisti – anche in Italia – hanno avvertito la necessità di completare la loro ricerca estetica utilizzando le immagini in movimento.

Lo sguardo espanso è la prima retrospettiva del genere mai realizzata, una mostra che intende ricostruire la storia del cinema d’artista italiano, attraverso le opere di oltre cinquanta autori di diverse generazioni, di differente formazione e provenienza geografica; una storia ancora poco conosciuta, anche per la difficoltà – che sussiste tuttora – nel reperire e vedere film che hanno, quasi sempre, avuto una circuitazione limitata.

 Curata da Bruno Di Marino, Andrea La Porta e Marco Meneguzzo, Lo sguardo espanso si svolgerà a Catanzaro dal 1 dicembre 2012 al 3 marzo 2013, presso il Complesso Monumentale del San Giovanni, promossa dal Comune di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo, istituzione quest’ultima che opera nel campo dell’arte contemporanea. A questa esposizione seguirà, nell’arco del 2013, negli stessi spazi, un’altra importante esposizione intitolata Artisti nello spazio, dedicata all’arte ambientale in Italia dallo Spazialismo a oggi.

Nei 23 ambienti del Complesso del San Giovanni, sarà allestito un percorso tematico-cronologico che copre l’arco di circa un secolo. Le opere audiovisive – allestite a loop su monitor, oppure videoproiettate e, in alcuni casi, cineproiettate su apparecchi 16mm – verranno messe a confronto con fotografie, installazioni oggettuali e sonore, disegni, dipinti, serigrafie, ecc., costituendo un affascinante viaggio visuale e creando un dialogo intermediale oggi quanto mai attuale.

Ad alcuni artisti storicizzati, nella cui estetica il medium cinematografico ha rivestito un ruolo fondamentale, sarà dedicata un’intera sala; di altri sarà invece presentato un solo esempio, ma comunque significativo all’interno di questo articolato tragitto, composto da oltre una cinquantina di dispositivi.

Oltre alla mostra, sarà dato ampio rilievo alle attività collaterali, concepite per integrare e arricchire didatticamente il progetto. Ovvero: una rassegna di film, una serie di workshop e incontri con gli autori, nonché una giornata di studi.

Il percorso cronologico-tematico:

Si parte dalle prime esperienze di Ginna e Corra, co-firmatari del Manifesto della Cinematografia Futurista del 1916 e autori dei primi cortometraggi dipinti direttamente su pellicola di tutta la storia del cinema (ma purtroppo non più esistenti), per proseguire con altre figure chiave del futurismo come Anton Giulio Bragaglia (regista di Thais) e Pippo Oriani (co-autore di Velocità). Protagonista assoluto negli anni ’40 è il solo Luigi Veronesi, mentre tra gli anni ’50 e i ’60 la sperimentazione filmica d’artista è portata avanti dal toscano Silvio Loffredo (coadiuvato dal fratello Victor) che vive e lavora a Parigi e che realizza la famosa serie dei court-bouillon, assemblaggio di “film trovati” nei mercatini delle pulci.

Anche un designer come Bruno Munari, insieme a Marcello Piccardo, si dedica al cinema, dando vita all’esperienza della Studio di Monte Olimpino.

Centrale per comprendere l’evoluzione del cinema d’artista nostrano è naturalmente la fertile stagione dell’underground anni ’60, che vede protagonisti molti artisti romani, alcuni dei quali legati alla Cooperativa del Cinema Indipendente (attiva tra il 1967 e il 1970), con la funzione di distribuire e diffondere i film d’artista in Italia e all’estero. Tra di essi ci sono figure di rilievo come Gianfranco Baruchello, autore (insieme ad Alberto Grifi) de La verifica incerta, uno dei film sperimentali italiani più conosciuti al mondo; Luca Patella, che utilizza il film insieme alla fotografia, alle installazioni sonore e, successivamente, al videotape, nell’ottica dei medium “senza peso”; Mario Schifano, regista – tra le altre cose – di una trilogia di lungometraggi che diventa riflessione teorico-poetica sull’arte e sul cinema. A questi si aggiungono altri artisti sempre di area romana come Franco Angeli, Nato Frascà, Giosetta Fioroni, Pino Pascali (che lavora nel campo della pubblicità e delle sigle televisive, ma che compare come performer in altri film degli amici artisti e filmmaker), nonché Fabio Mauri e Umberto Bignardi: questi ultimi due autori di interessanti cineinstallazioni che verranno ricostruite per l’occasione.

Nel corso degli anni alcuni artisti – come il rodigino Paolo Gioli (anche lui autore di particolari dispositivi cine-fotografici) – hanno continuato ad adoperare il 16mm, altri sono invece passati al digitale, come il torinese Ugo Nespolo, che ha al suo attivo oltre 30 film. Vi sono poi figure che si sono mosse nei diversi campi dell’espressione artistica; dalla fotografia (il modenese Franco Vaccari) all’architettura e urbanistica (Gianni Pettena, Ugo La Pietra), dalle installazioni (il fiorentino Andrea Granchi o il messinese romano di adozione Salvatore Brancato) alla musica (Sylvano Bussotti, Davide Mosconi). E – in questo contesto di arti che si intrecciano tra loro – abbiamo deciso di inserire una figura importante del teatro italiano, Carmelo Bene, autore tra il 1968 e il 1973 di corti e lungometraggi di carattere sperimentale. Un altro artista che lavora nell’ambito del teatro, della musica, del videotape e realizza film è il padovano Michele Sambin. Autore di alcuni film in 16mm e super 8 alla fine degli anni ’70 è inoltre Roberto Lucca Taroni, oggi membro del collettivo Flatform, che anche avrà una sua opera in mostra.

Ampio spazio sarà poi dedicato all’animazione, una tecnica che – nel corso dei decenni – è stata adoperata e innovata da una serie di artisti: da Claudio Cintoli a Magdalo Mussio, da Rosa Foschi a Cioni Carpi (che ha vissuto e lavorato per molti anni in Canada), passando naturalmente per Lele Luzzati, pittore, scenografo e illustratore, autore (insieme a Giulio Gianini) di piccoli capolavori della storia del cinema animato. Tra gli artisti che si sono misurati con questa tecnica dagli anni ’90 in poi, vi sono i nomi di Gianluigi Toccafondo, Leonardo Carrano e Virgilio Villoresi.

Con il passaggio dall’analogico al digitale si fanno più labili le distinzioni tra “cinema d’artista” e “videoarte”, ma tuttavia – concettualmente parlando – vi sono alcuni artisti giovani che utilizzano tecniche diverse inserendosi nel solco di una tradizione consolidata: la fotografa calabrese Paola Salerno, che vive e lavora a Parigi; la friulana Debora Vrizzi, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, quasi sempre performer dei suoi cortometraggi; la siciliana Rosa Barba, presente alla scorsa Biennale di Venezia con un’installazione composta da proiettori 16mm; la romana Ra Di Martino, autrice di video monocanale e di installazioni; il danese ma italiano di adozione Thorsten Kirchoff principalmente pittore ma anche regista di alcuni cortometraggi; il catanese Danilo Torre, che lavora soprattutto sulla rielaborazione di immagini super 8. In questa sezione della mostra che potremmo definire post-cinema d’artista, saranno inclusi anche Daniele Puppi che presenterà una delle installazioni del suo nuovo ciclo Cinema ri-animato e il gruppo Zapruder che, da diverso tempo, realizza film  sperimentali in 3-D con una tecnica stereoscopica artigianale.

Pur non avendo mai realizzato film – anche se ne aveva progettato uno – Mimmo Rotella si è sempre nutrito di suggestioni tratte dall’immaginario cinematografico. Sarà quindi a lui dedicata la sala introduttiva della mostra, in cui saranno esposti alcuni suoi décollages.

Impostazione didattica della mostra:

Lo sguardo espanso è una mostra concepita con forti finalità didattiche. Gli artisti, infatti, oltre che per l’importanza e la qualità delle loro opere – sia filmiche sia come operazioni culturali – sono stati scelti in base a una serie di criteri, che vanno dalla varietà di tecniche utilizzate e di ambiti estetici in cui hanno operato, al ruolo svolto nei diversi contesti storico-geografici o la loro vicinanza ad alcuni movimenti artistici. Anche la disposizione nelle sale del San Giovanni segue una precisa logica che faciliterà la comprensione del percorso e la fruizione delle opere. In ogni sala vi sarà un pannello informativo piuttosto sintetico che fornirà gli elementi essenziali sulle opere, sugli artisti e sul contesto in cui hanno operato.

La forte presenza di film d’animazione è stata inoltre pensata anche per attirare un pubblico molto giovane, quello dei giovanissimi e perfino dei bambini, spesso trascurati dal mondo dell’arte. La retrospettiva si rivolge, comunque, a un pubblico molto esteso, che va dagli appassionati e conoscitori a un pubblico che frequenta poco le mostre e gli spazi museali.

La rassegna di film:

Una sezione fondamentale della mostra è costituita dalla rassegna di film, programmata per tutta la durata della manifestazione nella sala conferenze dello stesso Complesso Monumentale del San Giovanni. La rassegna avrà una cadenza settimanale con proiezioni serali. Alcune di esse saranno introdotte dagli stessi artisti presenti a Catanzaro in occasione delle attività seminariali.

Nella rassegna saranno proposti altri film degli artisti diversi da quelli presenti in mostra, in modo da illustrare meglio al pubblico la complessità della loro ricerca, ma saranno proiettati anche film di altre figure significative della storia del film d’artista come Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Valerio Adami o Mimmo Paladino.

La giornata di studi e i seminari:

Nell’ambito della mostra sarà organizzata una giornata di studi sul cinema d’artista italiano, suddivisa in due sessioni, cui parteciperanno artisti, critici e storici dell’arte, studiosi di cinema, fotografia, performance e media più in generale.

L’impostazione avrà un carattere interdisciplinare assolutamente indispensabile per comprendere questo tipo di produzione artistica, contestualizzarlo e metterlo a confronto anche con esperienze coeve di carattere internazionale.

Un’altra sezione rilevante de Lo sguardo espanso, sarà costituita dagli incontri con alcuni artisti. A seconda delle esigenze e dell’impostazione data dai singoli artisti, gli incontri assumeranno la forma di un seminario di ordine più teorico o di un workshop di carattere più pratico.

Questi incontri si svolgeranno sia a Catanzaro, sia negli altri comuni partner del progetto, Soverato e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, e saranno completati da proiezioni serali di film.

Il catalogo

Il catalogo dell’esposizione, pubblicato da Silvana Editoriale, consterà di oltre 300 pagine e sarà in italiano e in inglese.

Oltre a saggi introduttivi dei tre curatori, sono previsti altri contributi critici di approfondimento di studiosi come Antonio Costa, Sandra Lischi, Giovanni Lista e Marco Senaldi.

Un’ampia parte sarà dedicata agli apparati: con le schede di tutte le opere e i film allestiti in mostra (accompagnate dalle relative illustrazioni), le schede di tutti i film proiettati in rassegna, nonché le biografie, le filmografie e le bibliografie essenziali di tutti gli artisti.

I partner culturali

Tra i partner scientifico-istituzionali coinvolti nella manifestazione vi sarà la Cineteca Nazionale di Roma, la Cineteca di Bologna e la Cineteca Italiana di Milano, che metteranno a disposizione alcuni film. A questi va aggiunta la Fondazione Mimmo Rotella.

Angeli – Barba – Baruchello – Bene – Bignardi – Brancato – Bragaglia – Bussotti – Carpi – Carrano – Cintoli – Depero – Di Cocco – Di Martino – Fioroni – Flatform – Foschi – Frascà – Gianini e Luzzati – Ginna e Corra – Gioli – Granchi – Kirchoff – La Pietra – Silvio e Vittorio Loffredo – Lucca Taroni – Mauri – Mazzoleni – Mosconi – Munari e Piccardo – Mussio – Nespolo – Oriani – Pascali – Patella – Pettena – Puppi – Prampolini – Salerno – Sambin – Schifano – Toccafondo – Torre – Vaccari – Veronesi – Villoresi – Vrizzi – Zapruder con un omaggio a Mimmo Rotella

Catalogo: Silvana Editoriale, 300 pagine (ca.) in italiano e in inglese

Inaugurazione: 30 Novembre

Complesso Monumentale di San Giovanni – Fondazione Rocco Guglielmo

Corso Mazzini, 4 (Villa Trieste)- Catanzaro

Orario: mar-dom 10-20

Ingresso gratuito

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