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Serena Bellini

COMUNICATO STAMPA

Con questa mostra s’inaugura lo spazio rimesso a nuovo della Serra, spazio magico di per sé, trasparente e perciò in diretto contatto col verde circostante, che ora appare ancor più luminoso e particolarmente adatto ad accogliere questa rassegna che s’incentra sulla natura, fiori e frammenti paesaggistici. Questi temi non sono certo intesi in modo tradizionale, ma aperti all’indagine sullo sviluppo della crescita, della trasformazione degli elementi naturali, svolti dunque in sequenze, secondo ritmi ciclici eterni, in contrapposizione all’assurda frantumazione dei ritmi esistenziali dell’umanità del nostro tempo. Il titolo FRAME, che significa frammento ma che sottende anche altri significati in diversi ambiti linguistici, vuole sottolineare proprio l’aspetto frammentato e pluralistico del conoscere e del vivere oggi, determinato in gran parte dai media e dal predominio tecnologico e che nel lavoro di Serena Bellini si concretizza nella più recente ricerca compositiva con immagini tratte dal web, definite “collage digitali” .

Nella mostra si alternano ai “racconti” emotivi, cioè vivamente partecipati, di motivi naturalistici Dice Maria Campitelli nella presentazione: “l’analisi si svolge con disegni dal tratto pulito e sicuro, spesso su trasparenti veline sovrapposte che nascondono precedenti percorsi, contenendo dunque quel “plurale” di cui è composto il mondo e le teorie che intendono afferrarlo. Perché la matrice del discorso visivo e di pensiero è l’alveo del post-moderno, questa filosofia che ha permeato gli ultimi trent’anni della storia, consapevolmente vissuto dall’artista, potremmo dire, “incarnato” nel suo lavoro”. La mostra comprende dunque vari cicli d’indagine emotiva sui movimenti vitali naturalistici, di disegni e di pittura, spesso quest’ultima caratterizzata da un’insistente valenza grafica, “souvenir” di memorie paesaggistiche specie istriane, spesso contratte in emblematici pittogrammi. E la pittura di Serena Bellini lascia anche intravvedere l’eco della lezione di Matisse, assorbita con grande consapevolezza ed autonomia. Accanto a questi motivi, la sequenza dei collage digitali, sviluppati dal 2011 immergendosi nelle potenzialità tecnologiche, rilevano negli accostamenti del tutto improbabili la compressione del tempo. Cioè in questi “frame” presente, passato e futuro coesistono, appiattendo e vanificando la nozione temporale, a differenza del naturale racconto dei fiori. Per questa mostra infine l’artista ha creato, per una migliore ambientazione nello spazio ristrutturato, un nuovo ciclo di grandi acquerelli, in cui con libertà elabora motivi naturalistici, richiamandosi ancora, nella stesura delle ampie pennellate, alla grande comunicazione visiva trasmessaci da Matisse. L’artista, nell’arco della mostra, svolgerà anche un laboratorio di disegno dal vero, su temi floreali, rivolto a studenti e adulti, ad ingresso gratuito, nelle giornate di sabato 15 e 22 settembre, e domenica 16 e 23 settembre.

Inaugurazione 11 settembre ore 18, fino al 25 settembre

Serre di Villa Revoltella
via de Marchesetti, 37 – Trieste
Orario : lun/ven 16.30/19; sab/dom 10/13; 16.30/19

(Fonte e foto Undo.net)

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