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Cinzia Scaino – artista del mese di ArteGiovane

Nata e cresciuta nell’entroterra friulano, in un paesino precollinare molto carino, pieno di verde e di persone cordiali, sviluppa da subito una precoce capacità manuale e creativa. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte “G.Sello” di Udine con uno studio sul lavoro di architetto in Italia e all’estero di Raimondo D’Aronco. Consegue la laurea in Scienze dell’Architettura con ottimi risultati con la tesi progettuale di design su una chaise longue ergonomica e innovativa. La sua attività artistica è proseguita nei seguenti settori: pittura, scultura, decorazione, design, architettura, canto, modellazione tridimensionale al computer. Attualmente la sua ricerca si basa sul colore e le sue emozioni, nel mondo reale ed onirico. Il lungo cammino è ancora da tracciare ma è sicura sia una strada come in un bel bosco, con mille meraviglie e un paesaggio mozzafiato.

Lo studio dell’arte e della storia sono alla base della mia formazione d’artista. Studiare i “grandi” e i “piccoli” venuti prima di me è un dovere e un piacere per me: i “grandi” perché ci aprono la mente verso una visione che non immaginavamo, i “piccoli” perché ogni persona può insegnarci qualcosa anche nelle piccole cose. Dopo gli studi le vie da percorrere erano infinite: ho deciso di praticarne il più possibile e la mia ricerca è ancora agli inizi. Perché l’arte è a 360°, non ha confini di spazio e tempo. Riuscire a racchiudere tutto il mio pensiero su una tela o all’interno di un pezzo d’argilla è il mio obiettivo. Valvola di sfogo, la pittura imprime in sé la mia anima, la tela è un libro aperto che parla di me e mi rappresenta in tutte le mie sfumature e sentimenti. Mi piace cercare nel colore la struttura del quadro, cogliere nel mondo reale le piccolezze, nel mondo onirico le suggestioni, nel mondo fantastico i desideri.

PASSIONE, AMORE, DEDIZIONE, UMILTA’ : quattro parole, un motto per una vita. La mia ricerca parte dalla passione per le sfide e per la rappresentazione di ciò che si vede e non si vede, il figurativo che si mischia all’astratto, i dettagli che si scoprono annullati dal bagliore del sogno. L’amore dei miei cari mi solleva e mi fa proseguire, anche se la strada in salita spesso lascia senza fiato. La dedizione assoluta a ciò che sto facendo, senza ripensamenti e dubbi mi concentra verso l’obiettivo. L’umiltà, ovvero la continua rimessa in gioco delle mie carte, è il vero asso nella manica perché, anche se c’è sempre una persona più brava di me, dà la carica a far sempre meglio, per raccontare di me nel migliore dei modi.

Nei vari lavori presentati la carica energica è predominante rispetto alla struttura e alla cura tecnica. Vengono esaltati i tratti e i gesti fulminei, lo scatto e la forza fisica. La composizione viene spesso determinata da linee incisive e ben identificabili. L’importanza del gesto è alla base delle opere, figurative e non.

Fonte ArteGiovane

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