art in progress …

il Blog dell'Arte

Misurare, ampliare, unificare: paesaggi spagnoli

Vi proponiamo questo interessante pezzo di Diego Terna apparso sulla rivista digitale di Architettura “arch’it”:

Viaggiare in Spagna, oggi, significa spesso assistere ad una urbanizzazione del territorio costruita senza alcune criterio progettuale che non sia quello puramente speculativo. Negli ultimi anni si è creata un’offerta di prime e di seconde case che ha mangiato il territorio con una bulimia distruttiva. Basta uscire di qualche chilometro dal centro di Madrid per assistere allo spettacolo edilizio di urbanizzazioni giganti, che paiono una gara a chi solleva più metri quadrati nel minor tempo possibile. Piccoli villaggi disposti lungo le rias, dove i fiumi confluiscono al mare, nella Spagna galiziana, si sono mostruosamente trasformati in agglomerati da periferia urbana, grossi palazzoni ingraziositi da colori pastello, goffi balconi vista mare, colonne e lesene bianche.

Il miracolo economico spagnolo è passato soprattutto da questa abbondanza immobiliare ma ciò ha prodotto la distruzione del territorio, senza apparentemente aver imparato la lezione da nazioni vicine, come per esempio l’Italia, dove a partire dagli anni Sessanta si assiste, senza mormorar parola, allo scempio sistematico del paesaggio, naturale e antropizzato. E il territorio rischia di continuare ad essere mangiato da questa assurda corsa all’urbanizzazione, vista la bassa densità abitativa ancora presente nel Paese e probabilmente anche per l’intervento statale che, per fronteggiare la crisi economica, ha varato un piano di aiuti per progetti edilizi di interesse pubblico.

Eppure, nel marasma costruttivo generale, la Spagna è una delle nazioni europee in cui è più fertile la produzione architettonica di qualità ed è soprattutto nella città che si è dimostrata maestra nella progettazione di spazi civici: piazze, parchi, strade, e più in generale il territorio urbano che si articola tra gli edifici. Ciò è dovuto ad una sensibilità notevole degli architetti locali e, forse, ironicamente, alla legge dei grandi numeri, per cui è giocoforza che qualcosa di buono si progetti quando si costruisce così tanto. È però l’alto senso civico dei cittadini a fare la differenza. Non bisogna dimenticare, quando si studiano gli spazi urbani delle città spagnole, quanto sia determinante il fattore umano, l’intenso uso che i cittadini fanno degli spazi esterni della città. “Vamos a la calle!” (Scendiamo in strada!), è una maniera di dire che si porta dietro un immaginario urbano importantissimo: la strada, la piazza, il parco, diventano luoghi d’uso fondamentali, diretta emanazione degli spazi residenziali verso l’esterno. Senza pensarci troppo, quasi inconsciamente, i cittadini contribuiscono alla buona riuscita dei progetti di landscape urbano con la loro presenza viva nei luoghi progettati, che implica pulizia, sicurezza, convivialità. Bar e ristoranti disposti omogeneamente in tutta la città, garantiscono una contemporanea omogenea presenza di persone, senza mai rischiare affollamento parziale o, al contrario, desolazione. È di fondamentale importanza, quindi, quando si analizzano progetti di landscape, non dimenticare che la pianificazione di spazi urbani di qualità si inserisce in un circolo virtuoso nel quale i cittadini sono artefici fondamentali della qualità stessa, giustificando, con il loro uso, la nascita continua di ottimi progetti.

continua la lettura su arch’it

No comments yet»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: